Drenaggio linfatico manuale

Il DLM (o linfodrenaggio manuale) è una tecnica fisiokinesiterapica altamente specializzata nel ripristinare il movimento della linfa entro le vie linfatiche fino ai punti di scarico nel torrente sanguigno. Gli effetti drenanti di questo particolare massaggio sono dovuti al fatto che le manualità vengono applicate nel rispetto dell’anatomia e fisiologia del sistema linfatico. Per questa ragione, deve essere praticato da fisioterapisti con una specifica formazione.

La prima formalizzazione della tecnica fu introdotta nel 1936 da Emil Vodder insieme alla moglie Estrid Vodder, i quali svilupparono alcune intuizioni di Alexander von Winiwarter sull’utilità del massaggio e della compressione per ridurre l’edema. In tempi recenti alcuni ricercatori come, tra gli altri, i professori M. Földi in Germania, J. R. Casley – Smith in Australia, Albert Leduc in Belgio hanno voluto approfondire le possibilità terapeutiche del drenaggio linfatico, verificandone sperimentalmente gli effetti e giungendo a mettere a punto variazioni sulla tecnica originale.

Al di là delle varie scuole di pensiero e rispettivi metodi, le manualità applicate, lente, ritmiche e mai profonde, sono dirette a:

  • preparare le stazioni linfonodali al passaggio della linfa attraverso i linfonodi;
  • attivare la motricità dei vasi linfatici accelerando la progressione della linfa al loro interno;
  • stimolare la formazione della linfa, favorendo la penetrazione di liquidi e proteine nei capillari linfatici;
  • favorire il movimento della linfa verso la stazione linfatica di riferimento o, se questa è danneggiata, verso stazioni linfatiche funzionanti in altri territori, bypassando il segmento che blocca il movimento;
  • ammorbidire l’indurimento fibrotico dell’edema, se presente, grazie a manovre specifiche sui tessuti fibrotizzati;

Effetti del drenaggio linfatico manuale sul linfedema:

  • aumento della portata linfatica, ossia del volume di linfa drenata;
  • ripristino della continuità di avanzamento della linfa verso i punti di scarico, grazie all’apertura di via linfatiche “alternative” di deflusso (vie collaterali e/o anastomosi linfo-linfatiche e linfo-venose);
  • diminuzione della componente proteica dell’edema;
  • miglioramento degli scambi tra sangue e tessuti a livello microcircolatorio, con conseguente allontanamento dagli spazi tissutali di scorie e apporto di nuovi elementi nutritivi;

Il trattamento dell’edema comincia sempre con manualità dirette ad “aprire” le stazioni linfonodali: il trattamento procede in maniera prossimale, svuotando progressivamente segmenti via via più lontani dalle stazioni linfonodali, in modo che i vasi liberati possano richiamare e far transitare la linfa mobilizzata e spinta all’indietro dalla manipolazione delle porzioni anatomiche distali.

Il drenaggio linfatico manuale è indicato per il trattamento di:

  • linfedemi primari e secondari;
  • flebolinfedemi;
  • edema post-trauma distorsivo e /o contusivo o post-frattura;
  • edemi locali dopo interventi chirurgici in ambito ortopedico, odontoiatrico e maxillofacciale, estetico;
  • edemi dopo la terapia sclerosante o terapia chirurgica delle varici;
  • lipedema.

Controindicazioni al drenaggio linfatico manuale:

  • Scompenso cardiaco (destro) e insufficienza renale in quanto i liquidi mobilizzati potrebbero determinare un sovraccarico per questi organi. Se le condizioni sono stabilizzate grazie a una terapia farmacologica, è possibile il linfodrenaggio (con particolare attenzione a trattare una zona alla volta per diminuire la quantità di linfa immessa nel sistema venoso) e comunque, previa prescrizione medica.
  • Patologie venose acute (trombosi venosa profonda e superficiale) per il rischio emboligeno
  • Infezioni cutanee batteriche, micosi, dermatiti da contatto: vanno prima trattate con adeguata terapia
  • Malattie infettive in atto di origine virale o batterica
  • Patologia tumorale in atto in assenza di terapia antitumorale specifica

E’ inoltre consigliabile fare attenzione al fatto che il linfodrenaggio

  • può abbassare la pressione;
  • può scatenare un accesso asmatico nelle gravi forme di asma.

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