Il “sangue bianco” e il suo movimento

Contenuti

1. Il sistema vascolare linfatico: un quadro d’insieme

2. I vasi linfatici

3. Il “sangue bianco”. La linfa

4. I linfonodi

1. Il sistema vascolare linfatico: un quadro d’insieme

L’anatomia del sistema vascolare linfatico sembra essere definitivamente descritta nelle sue componenti principali, le quali, tuttavia, a livello individuale, presentano un elevato grado di variabilità anatomica e di situazioni non costanti.

Il sistema vascolare linfatico è composto da un reticolo di vasi di dimensioni crescenti che convergono in due dotti principali e da linfonodi disseminati lungo il decorso dei vasi linfatici e raggruppati in determinate aree del corpo.

All’interno di vasi e linfonodi si muove la linfa una soluzione acquosa semitrasparente. Il temine “linfatico” deriva appunto dal latino “lympha” il cui significato è “acqua, liquido puro, fonte limpida” (affine al gr. nýmphe ‘ninfa’). Per effetto di complessi meccanismi la linfa compie un viaggio unidirezionale, dalla periferia al centro. I vasi linfatici, in questo senso, non formano un circuito chiuso, come nel caso del sistema circolatorio sanguigno, bensì un sistema a senso unico che inizia nei tessuti.

La funzione fondamentale del sistema circolatorio linfatico è quella di raccogliere dagli spazi interstiziali il liquido extracellulare che, dopo la filtrazione capillare arteriosa, rimane nello spazio tra le cellule in quanto non riassorbito dai capillari venosi (circa il 10% del filtrato). Insieme al liquido interstiziale vengono mobilitati dall’interstizio anche proteine plasmatiche, macromolecole e altri componenti variabili a seconda del territorio drenato, materiali di scarto ed eventuali elementi estranei. E’ questa soluzione acquosa che passa dallo spazio interstiziale all’interno dei capillari linfatici che prende il nome di linfa: essa viene “restituita” al sistema sanguigno, dopo essere stata filtrata e purificata nei linfonodi.

Il sistema vascolare linfatico a differenza del sistema sanguigno:

  • è un sistema aperto
  • è un sistema in cui la spinta all’avanzamento della linfa viene impressa dalle contrazioni di segmenti vascolari delimitati da valvole
  • il movimento della linfa è unidirezionale

2. I vasi linfatici

Il sistema vascolare linfatico inizia con sottili capillari a livello cellulare. La struttura del sistema linfatico è simile all’apparato radicale di un albero: estremità filiformi assorbono acqua e sali minerali nelle profondità del terreno; progressivamente convergono in radici più grosse che conducono verso l’alto la linfa. Similmente, la rete linfatica inizia nello spazio tra le cellule con canalicoli a fondo cieco (presentano una forma a “dito di guanto”), definiti capillari o vasi linfatici iniziali. La struttura delle pareti dei capillari è caratteristica: per effetto della rilasciamento o della tensione di particolari filamenti di ancoraggio, le giunzioni tra le cellule endoteliali si chiudono, o si aprono, permettendo così il passaggio dall’ambiente circostante di micro e macro molecole, cellule e acqua.

Tramite il semplice movimento di apertura di varchi nelle pareti dei capillari linfatici, sollecitato anche dalla pressione esercitata sulle pareti linfatiche dal liquido accumulato nello spazio interstiziale, la linfa entra nel capillare e lo riempie, per essere subito indirizzata nei precollettori e poi nei collettori, vasi linfatici progressivamente più capienti e funzionali al deflusso in quanto provvisti (i collettori principalmente) di valvole e di pareti capaci di contrarsi e spingere in avanti il fluido linfatico, opponendosi così a reflussi o inversioni di corrente.

Il tratto di collettore compreso tra due valvole viene definito linfangione: esso rappresenta la più piccola unità motoria di drenaggio linfatico, in quanto possiede la capacità di contrarsi ritmicamente (due o tre contrazioni al minuto) e di pompare linfa come se fosse un piccolo cuore.

I collettori afferenti giungono ai linfonodi dove riversano la linfa trasportata e dalla parte opposta del linfonodo escono i vasi efferenti, in numero minore rispetto agli afferenti. L’area drenata da tutti i collettori afferenti ad uno stesso gruppo di linfonodi (stazione linfonodale) viene definita territorio linfatico. La linea che separa due territori linfatici adiacenti viene definita spartiacque linfatico. Ad ogni stazione linfonodale arriva la linfa di una parte precisa del corpo, rispettando le linee spartiacque.

I tronchi linfatici sono la componente successiva del sistema circolatorio linfatico: sono vasi di maggior calibro, drenano vaste regioni del corpo e rappresentano le confluenze principali dei vasi linfatici.

Infine i tronchi linfatici confluiscono in due vasi principali denominati dotto toracico (il maggiore) e dotto linfatico destro. Il dotto toracico raccoglie la linfa proveniente da tutta la parte sottodiaframmatica del corpo e dalla metà sinistra sopradiaframmatica: sfocia nella vena succlavia sinistra (vicino alla vena giugulare sinistra, alla base del collo). Il dotto linfatico destro raccoglie la linfa proveniente dalla metà destra del corpo superiore al diaframma: è più corto e sbocca nel circolo sanguigno venoso sulla parte destra del collo.

La rete linfatica è costituita da un reticolo superficiale che drena la maggior parte della linfa di cute e sottocute di vari territori o quadranti; da un circolo profondo che drena muscoli, articolazioni, tendini; da un circolo viscerale per gli organi interni addominali e toracici. Un sistema di vasi perforanti collega la circolazione linfatica superficiale con la profonda.

3. Il “sangue bianco”. La linfa

La linfa è un liquido trasparente o giallognolo a reazione debolmente alcalina che raccoglie tutte le sostanze che vengono rimosse dagli spazi interstiziali per entrare e circolare nel sistema linfatico: vengono veicolati in media 2 litri di linfa nelle 24 ore.

La linfa che entra nei capillari linfatici viaggia in senso unidirezionale, dalla periferia al centro, sfidando la gravità (fatta eccezione per la testa): una volta giunta ai linfonodi di riferimento, viene depurata e arricchita di cellule difensive, per proseguire il suo viaggio nei grossi tronchi linfatici principali, verso un terminus alla base del collo, nella zona in cui confluiscono la vena giugulare e la vena succlavia, dove si riversa nel sistema circolatorio sanguigno.

Il movimento della linfa è stimolato dagli stessi fattori favoriscono anche il ritorno venoso (la pompa muscolare e articolare, l’attività respiratoria, le pulsazioni arteriose): tuttavia il principale fattore propulsivo rimane il movimento di contrazione della muscolatura dei linfangioni.

La linfa circolante è composta quasi completamente da acqua nella quale sono sospesi vari elementi. Essi variano in relazione alle zone da cui ha origine poichè ogni territorio fornisce alla linfa prodotti del metabolismo locale: ad esempio la linfa dei vasi linfatici dell’intestino tenue, chiamata chilo, presenta una notevole quantità di grassi alimentari in essa emulsionati. La linfa è il veicolo “liquido” per il trasporto di proteine plasmatiche filtrate, glucosio, elettroliti, enzimi, ormoni, cellule (soprattutto da linfociti, ma anche cellule tumorali e detriti cellulari), da materiale vario proveniente dall’esterno o endogeno (virus, batteri, antigeni, particelle inorganiche, tossine,etc,)

4. I linfonodi

I linfonodi sono piccoli organi linfoidi ovoidali di dimensioni variabili: si possono trovare intercalati lungo i vasi linfatici degli arti o concentrati in gruppi in particolari zone del collo, del capo, del torace, dell’addome e della pelvi, sia in superficie che in profondità. Esistono tre grandi gruppi di linfonodi attraverso i quali avvengono i drenaggi di tre grandi aree: linfonodi inguinali, ascellari e cervicali. Nel corpo esistono circa 600/700 linfonodi.

Fondamentalmente, i linfonodi esercitano le seguenti funzioni:

  • difesa e risposta immunologica
  • filtraggio della linfa
  • impedimento al reflusso linfatico gravitazionale
  • riserva idrica

I linfonodi contengono, al pari della milza, l’intero corredo di cellule immunologicamente competenti, ossia linfociti B, linfociti T e macrofagi: la risposta immunitaria inizia a livello dei linfonodi. I vasi linfatici afferenti conducono la linfa ai linfonodi, all’interno dei quali attraversa un fitto labirinto di tessuto: questo rallentamento permette alle cellule difensive di riconoscere gli antigeni (provenienti dai tessuti e trasportati nella linfa), di imprigionarli e dare inizio alla risposta immune. Attraverso i vasi efferenti vengono immessi nell’organismo gli anticorpi e le cellule sensibilizzate verso l’antigene con il quale sono venute a contatto.

In molti casi, un processo infettivo può essere bloccato e isolato da questa prima barriera costituita dai linfonodi: l’ingrossamento dei linfonodi può essere il segnale dell’attivazione di questo sistema difensivo.

I linfonodi sono stazioni di filtraggio della linfa, nelle quali, ad opera dei macrofagi, viene depurata anche da eventuali altri elementi dannosi quali microscopici corpi estranei, tossine, parassiti, cellule anomale, morte o danneggiate.

Un’altra funzione dei linfonodi è quella di contenere una certa quantità di linfa negli spazi presenti al loro interno, rinforzando i meccanismi che impediscono il reflusso gravitazionale.

  • Sistema vascolare linfatico: dai capillari ai dotti linfatici (da AA.VV. Trattato di anatomia umana, Edi. Hermes 2007)

  • Quadranti linfatici e linee di confine del territorio: visione d’insieme (secondo S. Kubik)

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